La storia degli "audit" sul debito PDF

Nick Dearden - Traduzione di Dario Mavilia

L'idea di verifiche sul debito nasce da attivisti del sud del mondo, con decenni di esperienza nella lotta contro la sottomissione delle loro società da parte degli interessi finanziari del Nord del mondo. I problemi dell'Europa di oggi sono dopo tutto la ripetizione di una vecchia storia.

Il controllo del sistema finanziario a livello nazionale e internazionale è stata una delle principali preoccupazioni di John Maynard Keynes, dopo aver osservato l'impatto del 'rule of the banks' nella Grande Depressione nel 1930. Keynes credeva nelle politiche che incoraggiassero la 'eutanasia del rentier' attraverso l'intervento del governo e il controllo della finanza. Tale sistema di controllo si è rotto a partire degli anni 70, da quando l'economia mondiale ha cominciato a vivere diverse crisi, da quella del debito latino-americana del 1980 a quella per il crollo della valuta in Indonesia e in Thailandia nel 1997, alla crisi economica dell'Argentina nei primi anni 2000. Per le istituzioni finanziarie del Nord del mondo, il debito è stato un mezzo per estendere il controllo del settore finanziario. La società civile ha risposto a ciascuna istanza di crisi combattendo con forza - senza auspicare forme più morbide di controllo finanziario, ma urlando a gran voce il ripudio del debito del loro paese ed esprimendo la ferma volontà di cacciare le istituzioni internazionali che avevano imposto le misure di austerità. Sotto un certo punto di vista la richiesta di una verifica del debito è semplicemente una richiesta di trasparenza. Se questi debiti sono 'nostri', il minimo che possiamo aspettarci è sapere che cosa stiamo pagando e a chi. L'impatto di questa richiesta va però molto più in profondità. Nelle parole dell'attivista irlandese Andy Storey, una verifica reale potrebbe 'togliere la maschera' del potere finanziario, che tira le fila della nostra economia e quindi della nostra società'. La verifica del debito è particolarmente importante per i paesi che hanno vissuto un regime dittatoriale, in quanto permette di svelare in che modo i prestatori internazionali abbiano appoggiato il regime illegittimo. Ma anche nelle società europee, scavare in profondità nelle connessioni tra potere e finanza può svelare le modalità e i reali interessi per i quali l'economia ha funzionato. Le verifiche, nella maggior parte dei casi sono state fatte con un budget ridotto, attraverso le informazioni ottenute grazie alla libertà di informazione e di ricerca. L'audit (verifica) sul debito brasiliano (Brazilian citizen debt audit) è stata la prima iniziativa del genere nel 2001. Nel 2006, il presidente Correa ha reso l'Ecuador il primo paese a tenere una verifica ufficiale, dichiarando 'il mio debito è solo verso il popolo'. Nonostante l'appoggio presidenziale, l'audit si è rivelato un compito immane, ed ha incontrato una resistenza costante da parte di funzionari ben poco disposti a rivelare i segreti dei regimi precedenti. Nel 2008, la commissione di revisione ha riferito che il debito aveva creato 'danni incalcolabili' alla società civile dell'Ecuador. Ha scoperto una grande quantità di prestiti illegittimi, inutili e dannosi che hanno dissanguato il paese a livello di risorse. Correa si è dichiarato sostanzialmente inadempiente sulla parte più discutibile di questo debito - una serie di obbligazioni. Anche l'Economist ha chiamato Correa 'incorruttibile' quando la spesa pubblica è aumentata in conseguenza della ristrutturazione del debito. Gli attivisti, tuttavia, hanno chiesto di andare ancora oltre sul ripudio del debito. Questo è uno dei problemi di state-sponsorizing dei processi di mobilitazione, che ha portato ad esempio alla delusione degli attivisti in Argentina e in Brasile, secondo i quali alle promesse non sono seguiti i fatti, cioè una più ampia e reale trasformazione economica. Controlli ufficiali di minore entità sono stati avviati, senza essere portati a termine, in Argentina e nelle Filippine, e promessi in Nepal e Bolivia.  Da un paio d'anni gli attivisti in Zimbabwe stanno lavorando ad una verifica per dimostrare il ruolo che il prestito del FMI e della Banca Mondiale, così come i governi del Nord del mondo, ha giocato nella creazione della crisi di quel paese. Dopo il regime di Mugabe, il paese deve affrontare una raffica di nuovi prestiti del FMI che tendono a controllare ed accompagnare l'economia. L'audit del debito è un primo passo impegnativo per limitare questo controllo. Alcuni bollano le revisioni del debito come 'riformiste' - ma la risposta davvero radicale per un un paese è semplicemente non pagare i suoi debiti? La realtà non è così semplice. Un default non è automaticamente progressista - guardiamo quello di Mugabe in Zimbabwe o al-Bashir in Sudan. Ripudio e default potrebbero essere le opzioni migliori, politicamente ed economicamente, ma non sono indolori. La popolazione di un paese dovrà prendersi coscientemente carico dei disagi e dell'isolamento a cui con molta probabilità andrà incontro. La conoscenza approfondita del debito del paese è quindi una condizione essenziale. La società civile non può essere portata a sostenere un default nella convinzione che 'tutto tornerà alla normalità'. Le cose potrebbero peggiorare. L'islandese Thorgerdun Ásgeirsdóttir, dopo aver votato per abbassare i termini inglesi e olandesi per il rimborso del debito del suo paese, ha detto: 'So che questo probabilmente ci nuocerà a livello internazionale, ma vale comunque la pena prendere una posizione.' La comprensione da parte della popolazione è necessaria se l'obiettivo del default è quello di costituire un vero primo passo verso un più ampio cambiamento. L'Argentina si è tirata fuori da uno dei maggiori default della storia nel 2001, dopo anni di difettosi consigli del FMI. Economicamente ha funzionato - l'economia argentina si sta riprendendo in fretta. Ma molti attivisti lamentano il fallimento del governo argentino nel costruire politiche positive negli anni successivi, con i governi che non sono riusciti a creare una diversa forma di sviluppo economico. Nonostante la rapida crescita, la povertà è rimasta al 30 per cento, la disuguaglianza è alta e la maggioranza della popolazione continua a soffrire sotto questa nuova forma di 'sviluppo'.

 

Link originale in inglese: redpepper

 

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