| Omaggio a Vincenzo Consolo |
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Redazione - In omaggio a Vincenzo Consolo, appena spentosi, pubblichiamo l’incipit di un suo romanzo, “ Nottetempo, casa per casa”. La magia della sua scrittura ci regala suoni, sentimenti e drammi della sua Sicilia. Parla da sola e a noi non resta che ascoltarla, come in questo avvio di brano in cui il poetico dirsi del luogo è squarciato dall’ululare del Lupo Mannaro.
“ E la chiarìa scialba all’oriente, di là di Sant’Oliva e della Ferla, dall’imo sconfinato della terra sorgeva nel vasto cielo, si spandeva - ogni astro, ogni tempo rinasce alle scadenze, agli effimeri, ai parenti si negano i ritorni, siamo figli del Crudele, pazienza. Sorgeva l’algente luna in quinta decima e rivelava il mondo, gli scogli tempestosi e il mare alla Calura, stagliava le chiome argentee, i tronchi degli ulivi. Sopra la collina Santa Barbara, in cima, sul declivio, per la pianura breve, contro la vaga luce mercuriale, parevan sradicarsi, muover dondolando, in tentativo di danza, in mutolo corteo, aspri, rugosi, piagati dalle folgori, maculati da lupe, spansi o attorti con spasimo in se stessi. Sale, sale pel cielo il turbine di lucciole, lo zingo fantasmatico, sale e suscita maree, turbamenti, lieviti, tristizie – se lento il progredire e inesorabile riduce la fiducia, incrina la quiete, sospinge alle discese scivolose, agli spenti catoi melanconici, l’estremo che s’involge, il colmo che trabocca, il pieno che tramuta in decrescenza sprofonda nel terrore, annega nell’angoscia. Si spalancò la porta d’una casa e un ululare profondo, come di dolore crudo e senza scampo, il dolore del tempo, squarciò il silenzio di tutta la campagna…. per vedere una sua intervista http://www.scrittoriperunanno.rai.it/scrittori.asp?currentid=59&videoid=236 |








