29 febbraio sindacato europeo in lotta contro l'austerity PDF

Redazione -- Pubblichiamo di seguito il comunicato del sindacato europeo sul trattato fiscale europeo e per la convocazione della mobilitazione europea del 29 febbraio.

Dichiarazione della Confederazione Europea dei Sindacati (ETUC - European Trade Union Confederation) sul “Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governanza dell'Unione economica e monetaria” Adottato dal Comitato Direttivo dell'ETUC il 25 gennaio 2012.

 

L'8 e 9 dicembre 2011 il Consiglio Europeo ha deciso di impegnarsi in un accordo internazionale finalizzato al rafforzamento della disciplina di bilancio. I governi ritengono che rafforzare gli obblighi fiscali ricostruirebbe la fiducia dei mercati e salverebbe l'euro. La decisione è stata seguita da negoziati intensi e semi-segreti finalizzati a raggiungere un accordo entro la fine di gennaio 2012. Il processo di negoziato ha ignorato il controllo democratico che caratterizza normalmente ogni riforma dell'Unione, in particolare sottraendo al Parlamento Europeo il suo pieno ruolo. L'ETUC deplora questo processo non democratico e le sue conseguenze non democratiche a livello nazionale. I leader dell'UE sbagliano a credere che un nuovo Trattato, senza un contemporaneo approfondimento della democrazia a livello UE – compreso il pieno coinvolgimento dei partner sociali a livello Europeo e nazionale – e senza nuovi impegni specifici su Eurobond e tassazione delle transazioni finanziarie, ristabilisca la crescita e risolva la crisi dei debiti sovrani. Le nuove regole sulla governance economica non dovrebbero essere mascherate dai leader europei come una questione tecnica. L'ETUC si oppone a questo nuovo Trattato.

Sebbene sosteniamo le regole comuni e la governance economica, non possiamo sostenere queste regole. Siamo convinti che le proposte che ci troviamo di fronte indeboliranno l'Europa invece di rinforzarla. Il nuovo Trattato minerà il sostegno dei popoli all'integrazione europea, e soffocherà la crescita e aumenterà la disoccupazione:

1) In assenza di investimenti sostenibili per la crescita, le misure di austerità non condurranno alla soluzione della crisi dell'Euro e all'occupazione; non rassicureranno neanche i mercati finanziari.

2) Introdurre nelle Costituzioni o legislazioni nazionali una stringente aderenza alle regole sul deficit pubblico inasprirà soltanto le crisi correnti.

3) Ritornare al pareggio dei bilanci richiede un approccio a lungo termine che include politiche fiscali eque, una tassa sulle transazioni finanziarie, la lotta alle frodi e all'evasione fiscale, una parziale condivisione del debito, un adeguato intervento della BCE, e un forte controllo sul settore finanziario.

4) La necessità di una governance economica viene usata come un mezzo per limitare i meccanismi e i risultati negoziali, attaccando il sistema delle relazioni industriali per esercitare una pressione al ribasso sui livelli salariali concordati collettivamente; per indebolire la protezione sociale e il diritto di sciopero e privatizzare i servizi pubblici. L'ETUC resiste attivamente a questi attacchi, che, accumulatisi negli anni, smantellerà un modello sociale che è unico al mondo. Le iniziative tedesche sbagliate e socialmente dannose come Agenda 2010 o l'elevamento dell'età pensionabile non dovrebbero essere imposte agli altri paesi europei.

5) L'integrazione europea, se avrà successo, deve essere un progetto positivo che porti progresso sociale e più, e migliori, posti di lavoro. E' per questo che l'ETUC ribadisce la sua domanda di integrare un protocollo sociale ai Trattati Europei. Il nuovo Trattato sta solo stipulando più e più nello stesso campo: austerità e disciplina di bilancio. Costringerà gli stati membri a perseguire dannose politiche fiscali pro-cicliche, dando priorità assoluta a rigide regole economiche in un tempo in cui la maggior parte delle economie sono ancora deboli e la disoccupazione intollerabilmente alta. Ciò condurrà a pressioni al ribasso sui salari, sulle condizioni di lavoro, sul controllo e le sanzioni. I Governi che mancheranno di ottemperare al fiscal compact saranno portati davanti alla Corte Europea di Giustizia, che può imporre sanzioni.

Il nuovo Trattato non affronta il problema chiave dell'area dell'Euro: oltre alla BCE, non c'è nessuna istituzione con liquidità sufficiente capace di fermare la corsa dei rendimenti dei titoli dei singoli stati dell'aerea euro, che si diffonde e contamina il resto dell'area euro. A differenza delle banche, i governi dell'area euro non hanno un “prestatore di ultima istanza” che metta fine all'irrazionale comportamento gregario ed auto realizzantesi del settore finanziario. Inoltre l'implementazione pratica di questo nuovo Trattato solleva una serie di problemi. Non è chiaro come sarà definito il deficit “strutturale” o quale sarà il tasso di interesse e il tasso di crescita potenziale che sarà usato per calcolare la sostenibilità fiscale a medio termine. L'Europa ha bisogno di un'unione economica diversa con una dimensione sociale forte basata sui principi seguenti:

 Un mandato più chiaro per la BCE. L'obiettivo della BCE dovrebbe essere la promozione della stabilità dei prezzi insieme alla piena occupazione e alla convergenza delle condizioni finanziarie degli Stati membri. La BCE dovrebbe avere non solo la possibilità, ma l'obbligo di agire come “prestatore di ultima istanza” per i debiti sovrani.

 Una parziale condivisione del debito attraverso gli Eurobonds.

 Una clausola di salvaguardia salariale, che imponga il pieno rispetto dell'autonomia dei partner sociali alla contrattazione collettiva ed impedisca al fiscal compact di intromettersi nelle aree dei salari, del sistema di contrattazione collettiva, del sistema della formazione del salario, dell'azione collettiva e dell'organizzazione. I salari non sono un freno all'economia, ma il suo motore.

 Disposizioni per salvaguardare la crescita: escludere gli investimenti pubblici che sostengano la crescita potenziale dalla “regola del bilancio in pareggio”, salvaguardando le entrate pubbliche impegnandosi a contrastare la concorrenza, la frode e l'evasione fiscale, un ruolo strutturale per il dialogo sociale europeo per evitare una cieca attuazione di rigide regole economiche che nuocerebbero all'economia.

 Un Protocollo per il Progresso Sociale deve essere allegato ai Trattati Europei per garantire il rispetto dei diritti sociali fondamentali.

 

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